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“DA LEGGERE – Le terre del Cerrano”

Riflessioni sul percorso del giornale ed analisi dei risultati ottenuti nei sette anni di vita

 

 
   
     
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
 

Siamo giunti alla fine del settimo anno di pubblicazione di questo periodico mensile ed è giusto soffermarci un momento per riflettere sul percorso fatto ed analizzare i risultati ottenuti tra le mille difficoltà incontrate: economiche, organizzative, sociali, politiche e di rapporti con i nostri collaboratori e con quelli degli altri giornali locali che dopo di noi hanno conquistato spazio e lettori nella nostra città. Quando nel 2003 uno sparuto gruppo di amici decise che Silvi meritava un giornale e bisognava darglielo, lo scetticismo regnava sovrano ma la voglia, la determinazione di questi “temerari” della cultura era talmente forte che ogni difficoltà sembrava piccola e superabile. L’imperativo del gruppo era quello di sollecitare le menti, aprire i cuori e risvegliare le coscienze di tutti i possessori della cultura che a Silvi erano in molti ma che paurosamente la custodivano senza condividerla con i propri concittadini.

Il progetto era di portare a valorizzare tutti coloro che credevano e volevano impegnarsi per la rinascita di Silvi senza alcuna distinzione di estrazione politica, sociale e religiosa. Sono passati sette anni da quel momento ed attraverso critiche da destra e da sinistra, molti plausi dai nostri sempre crescenti lettori, qualche dura, reiterata e sterile polemica, oggi possiamo dire di essere diventati una voce di Silvi. Abbiamo risvegliato molti di coloro che nella nostra società pur avendo grande cultura, linguaggio comprensibile ed adatto ai nostri tempi, capacità di adattamento all’ambiente storico culturale col quale interagiamo, vivevano in un colpevole letargo, abbiamo contribuito a scrollare di dosso a molti paure e timori e far loro ritrovare la voglia di proporre rinnovamenti coraggiosi attraverso le idee, la cultura e l’arte. Abbiamo scoperto poeti e scrittori, recensori di pittura, scultura, cinema, musica ed arte, abbiamo fatto conoscere giovani musicisti, artisti di teatro e di spettacolo.

La diffusione delle nostre prime quattro pagine, ora passate a trentadue si è allargata ad Atri, Pineto, Mutignano, Scerne e a pezzi di Roseto e Città Sant’Angelo., la richiesta dei nostri lettori ha toccato in questi ultimi mesi del 2009 le 4000 copie. Quando iniziammo il nostro percorso eravamo soli nell’informare con costanza i cittadini di Silvi, poi le nascite editoriali si sono susseguite: Silvi Informa, Corre Voce, Democraticamente Silvi, che prematuramente sono anche scomparsi essendo pubblicazioni a fini solo elettorali mentre svolgono fattivamente il loro compito: Silvi 15 da qualche anno sul territorio ed ora sono si sono aggiunti L’Ora dell’Adriatico e Silvi Libera. Pur mantenendo fede alla nostra linea editoriale, difendendo le nostre opinioni e quelle delle persone più vicine al giornale, raccontando il mondo silvarolo secondo le nostre interpretazioni, abbiamo sempre accolto senza pregiudizi, convinzioni diverse dalle nostre accettando la sana ed educata polemica politica ma mai permettendo attacchi ingiustificati alla professionalità, all’etica, ai valori, ai principi di ognuno dei collaboratori del nostro giornale. Il nostro atteggiamento è sempre stato quello dell’accoglienza, dell’umiltà, del dialogo nel rispetto di una buona e reciproca educazione.

Tutto questo, in questi anni, ci ha permesso di crescere e di convincerci che abbiamo imbroccato e percorso la strada giusta. Nei periodi della nostra crescita e delle nostre trasformazioni editoriali spesso ci siamo posti la domanda: DA LEGGERE è un buon giornale? Stiamo facendo ciò che i nostri lettori ci chiedono? Stiamo comportandoci eticamente e giornalisticamente in modo corretto? Anche se con l’ammissione di qualche errore commesso, del quale abbiamo perdonato e chiesto perdono, la risposta di tutta la redazione e collaboratori è stata: Si, “DA LEGGERE – Le terre del Cerrano” è un buon giornale perché ha assolto il compito per il quale era nato e noi tutti ne siamo orgogliosi. Questa nostra risposta e convinzione è avvalorata dalle moltissime attestazioni di stima ricevute per aver svolto il nostro compito con onestà e dedizione e per aver donato ai moltissimi giovani e a quelli non più giovani l’emozione di far sentire la loro voce ai loro concittadini esprimendo i loro pensieri. Seguiteremo ad essere aperti e disponibili per tutti coloro che vogliono far sentire la loro voce e ci sottoporremo al giudizio solo dei nostri lettori che non ci stancheremo mai di ringraziare per il sostegno che in questi sette anni sempre ci hanno dato.

Il Direttore Editoriale

Luigi Colantonio

 

 

 

 

 

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