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Cultura e Società
  Articoli del Mese

Renato Colantonio: Un appassionato collezionista d’arte abruzzese.

Una eccezionale, prestigiosa raccolta d’arte, composta di circa cinquecento opere di artisti abruzzesi dell’Ottocento e primi Novecento è stata composta da un collezionista pescarese che la conserva gelosamente. L’artefice di questa impresa, è un personaggio eclettico, che ha effettuato ricerche appassionate in tutto l’Abruzzo per circa un trentennio. Questi è il prof. Renato Colantonio, originario di Loreto Aprutino che dal 1969 vive e lavora a Pescara. L’incrollabile volontà di donare la sua intera collezione al fine di costituire un museo in cui accogliere le sue preziose opere d’arte, lo ha portato alla ribalta della cronaca. Ho voluto conoscerlo e visitare la sua prestigiosa collezione. Mi ha accolto con un sorriso aperto, cordiale e mi ha condotto nel mondo incomparabile e straordinario che soltanto le grandi opere d’arte trasmettono. Il fervore e la competenza con cui il collezionista guida nella visione di tanti capolavori dei principali artisti abruzzesi, contagia ed in qualche maniera affascina. La raccolta – come dice il professore – è stata iniziata nel 1975. Tutto è cominciato – continua - di fronte ad una piccola marina di Raffaello Celommi, acquistata dall’antiquario Magazzini di Giulianova. E’ facile immaginare che alla originaria ricerca dei quadri di Pasquale e Raffaello Celommi, presto dovette sostituirsi un’altra più approfondita estesa a tutti gli autori abruzzesi. Il prof. Colantonio così precisa L’Abruzzo ha dato i natali a grandi artisti nell’Ottocento che hanno rinnovato la pittura napoletana e italiana, perciò mi è parso opportuno raccoglierne le opere per valorizzare l’immenso patrimonio artistico della nostra regione finora quasi misconosciuta e negletta”.  Questo personaggio, per certi versi di fattura donchisciottesca e non solo, negli anni giovanili ha svolto attività giornalistica presso diverse redazioni di noti quotidiani come Il Messaggero e il Tempo; ha collaborato come inviato per alcune rivista dell’epoca e, seppur per breve tempo, ha diretto anche, in qualità di vice direttore, il Corriere della Regione di Marcello Martelli a Teramo. Insegnante in scuole ed istituti fino al 1982. Da allora in poi opera nell’apprezzato campo della chinesiologia correttiva e rieducativa e della tecnica ortopedica. Oggi la sua notorietà negli ambienti artistici è legata al fatto di’essere un cultore ed apprezzato esperto d’arte, autore di saggi ed anche di una monografia sul pittore abruzzese dell’Ottocento Oreste Recchione di Palena (CH) e di essere tra i pochi conoscitori del mondo dei falsi, qualità che gli hanno consentito in passato di prestare occasionalmente la sua opera come consulente del Tribunale di Pescara. Al professore domando da dove provengono le opere della sua raccolta. Nella grande maggioranza si tratta di dipinti inediti conservati gelosamente nelle case avite di illustri collezionisti del passato. Ad esempio fanno parte della raccolta i capolavori di Francesco Paolo Michetti proveniente dalla ex collezione dell’avv. Alfonso Schiera senior di Castiglione a Casauria; i dipinti e gli studi raccolti dal dott. Beppe D’Ortona, ex segretario della della Fondazione Michetti di Francavilla al Mare; le opere dell’ex collezione del dott. Ugo Madrigale di Pescara, noto medico della famiglia Cascella, come pure  i dipinti della collezione Francesco Zippi di Francavilla e quelli della raccolta di Mons. Antonio Trotta di Ortona. Mentre giro nelle sale attraggono alcuni capolavori di Michetti , uno dei più grandi pittori del secondo Ottocento italiano, tra cui una versione inedita de Il Voto, grande tela ad olio, datata 1882, che precede quella celebre che si trova nella Galleria di Arte Moderna di Roma. Sono presenti anche una versione de La Figlia di Iorio e alcune tra le più belle Pastorelle che Michetti abbia dipinto. Teofilo Patini è presente con Un angolo del camino e Raffaello Celommi incanta con le sue marine. Durante la visita il collezionista c’informa che la raccolta è stata catalogata dal Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara per incarico della Provincia. Al momento della catalogazione nella collezione erano presenti 458 opere di 25 artisti abruzzesi, tra cui ben 198 del solo Francesco Paolo Michetti. Aggiunge poi, Renato Colantonio, che la raccolta si è arricchita di un’altra cinquantina di opere. Il famoso critico e storico dell’arte Prof. Vittorio Sgarbi, uno dei primi a visitare ed a interessarsi della raccolta Colantonio,  ha scritto che: Si tratta in definitiva di una importante raccolta, per numero e bellezza delle opere in essa conservate, che andrebbe fatta conoscere – magari con una grande mostra e la pubblicazione del catalogo – e che dovrebbe trovare una idonea sistemazione museale in modo che possa diventare patrimonio artistico e culturale della ragione abruzzese. La collezione entusiasma per la bellezza e per l’immediatezza delle opere. Un patrimonio artistico e culturale da non disperdere, è da rendere patrimonio culturale di tutti i cittadini abruzzesi e non. La raccolta, pur essendo stata visitata da molti personaggi del mondo della cultura, da politici, amministratori comunali, provinciali e regionali abruzzesi, finora non è stata ancora oggetto di alcuna proposta concreta di acquisizione da parte di privati o di enti pubblici. Il prof. Colantonio si dichiara disponibile a donare l’intera collezione da lui appassionatamente raccolta. Si auspica che la città di Pescara (o altri centri vicini) possa trovare una adeguata sistemazione a questa collezione, poiché una città veramente moderna è tale solo se conserva il suo patrimonio artistico e con esso le sue origini e la sua identità.

Enrico Trubiano

   
     
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
 

Addio al Alda Merini

In un autunno che non ha pietà delle foglie ormai separate dai rami, in questo viale ove ormai nemmeno gli aghi dei pini regalano frusciante tappeto a chi cammina, in questo silenzio d’inizio novembre, greve delle tristezze inevitabili delle ricorrenze, che dirompe investendo l’aria della malinconia che accompagna l’immutevole trascorrere del tempo e delle stagioni, in questo giorno di Tutti i Santi ove feste non nostre, in verità pagane, si sono mischiate ai nostri riti, in onore dell’eterno sovrano denaro, in questa strana giornata di inizio mese, si è spenta la flebile fiammella della più grande poetessa dei nostri tempi e del nostro, si lo voglio ancora dire, del nostro paese, della nostra bistrattata Italia, si è spenta Alda Merini. Com’è vissuta se n’è andata, in silenzio. Ricordo che quando le avevano tagliato il gas per mancato pagamento delle bollette, alla giornalista che l’intervistava mostrò un fiammifero acceso su cui soffiò, come se quel fiammifero rappresentasse la labile fragilità della sua vita o della vita stessa. Non aveva niente se non la poesia, che ci ha lasciato quale enorme, immensa eredità. Chissà se tutti ricordano chi era, io si ed in questo commiato, ove meglio di ogni parola sopperirebbero i suoi versi, voglio ricordarla per le sue ultime parole “La vita è una cosa bellissima, lo so perché l’ho pagata molto cara!”. Mi sento nessuno di fronte alla poesia vera, nessuno per poterne parlare, riporto del suo immenso bagaglio solo questi versi:

Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia,

legalo con l’intelligenza del cuore,

vedrai sorgere giardini incantati e tua madre diventerà

una pianta che ti coprirà con le sue foglie.

Fa delle tue mani due bianche colombe

e portino pace ovunque e l’ordine delle cose.

Ma prima d’imparare a scrivere guardati nell’acqua del sentimento.

Ciao, Alda, l’addio non si addice all’eternità. Con tutto l’amore di chi ama la poesia.

Angela Angelozzi

 

Due anni di Attività per “Lo dico al Tgr Abruzzo”

La rubrica curata dal Giornalista RAI Umberto Braccili, tantissimi i casi affrontati nel corso dei due anni di attività

PESCARA - Spegne due candeline la bellissima e piacevole rubrica “lo dico al Tgr abruzzo” curata con la massima professionalità dal Giornalista RAI Umberto Braccili che attraverso i suoi bei servizi ci propone sempre casi importanti,storie di personaggi, storie particolari e qualche impresa di personaggi che danno vita alla tradizione culturale abruzzese e sportiva.

La rubrica, in onda ogni martedì alle ore 14:00 e in sintesi alle ore 19:35 nel telegiornale RAI dell’Abruzzo, ci propone nei 5 minuti di spazio casi davvero interessanti, come burocrazia lenta, vicende sindacali come ad esempio la difficile situazione dei dipendenti del gruppo “Villa Pini” da oltre 7 mesi senza ricevere stipendi oppure sperpero di denaro pubblico e tanto spazio soprattutto al sociale con storie che il più delle volte affascinano,emozionano e ci fanno anche sorridere. La particolarità di questa rubrica è che tutto si realizza attraverso le numerose segnalazioni dei telespettatori e sono davvero tante ci dice Braccili le e-mail e le lettere che arrivano in redazione. Lo dico al Tgr» vuole continuare ad entrare con incisività nella realtà meno esplorata della regione: troveranno perciò spazio non solo le negatività, ma anche le eccellenze sottovalutate o colpevolmente nascoste. Le telecamere e i microfoni della Rai documenteranno e faranno conoscere ancora i problemi di rilevante portata indicati dai cittadini, che possono anche inviare filmati realizzati con telecamere amatoriali o telefonini («Lo dico al Tgr», redazione regionale Rai, via Edmondo De Amicis, 29 - 65123 Pescara). Un modo concreto e diretto per contribuire alla soluzione di casi di interesse generale, così come è avvenuto nel corso della passata edizione della trasmissione.  Oggi, utilizzando appunto le segnalazioni dei telespettatori. «Lo dico al Tgr» si è occupata in particolare dell’autovelox: quando per i cittadini diventa addirittura una tassa in più. I telespettatori, poi, scopriranno come il prezzo di una bistecca, dal produttore al consumatore, può aumentare del 200%.

Quindi l’ambiente,i treni e la storia dell’anatra con una freccia nel collo sparita dall’oasi del Saline solo per ricordare altri casi affrontati dalla rubrica, una rubrica che quest’anno sta dando spazio soprattutto alle vicende del dopo terremoto con le tante storie e i tanti problemi, anzi qualche settimana fa la rubrica ha dedicato una puntata speciale al dopo terremoto e a tanti campanelli d’allarme rimasti completamente inascoltati, raccontati attraverso diverse pubblicazioni di volumi scritti da diversi autori e poi anche un’intervista al Geologo Moretti che ha spiegato cosa è accaduto nella terribile notte del 6 Aprile scorso. La stagione è ancora molto lunga, per questo Umberto Braccili continuerà ogni martedì a raccontarci cose che in Abruzzo non funzionano e tante,tante altre storie, tenendo però sempre accesi i riflettori in quel capoluogo Abruzzese dove la vita lentamente ricomincia, inoltre approfittiamo per ricordare l’indirizzo e-mail per inviare segnalazioni e storie lodicoaltgrabruzzo@rai.it uno sportello aperto a tutti.

Rosario Di Blasio

 

 

 

Umberto Braccili registra l'audio del servizio con il tecnico

 

Un compleanno speciale per il TGR Abruzzo

L’Album della Memoria”: trent’anni di vita abruzzese raccontata da RAITRE


PESCARA - Per  il trentennale dell'informazione  regionale, il Tgr Abruzzo delle 19,30, manderà in onda ogni giorno, fino al 15 dicembre, i servizi piu' significativi trasmessi dal 1979 ad oggi. Raccontano  la trasformazione sociale, economica e culturale di una regione che sta attraversando uno  dei momenti piu' difficili della sua storia. Il 15 dicembre del 1979,  veniva  messo  in onda, alle ore 19,10 ,dalla Sede Rai di via De Amicis a Pescara il  primo Tg3Regione. A condurlo Giovanni Verna, con Domenico Marcozzi in studio per la pagina sportiva. Il primo Capo Redattore  è stato il compianto Giuseppe Mori, mentre la Sede era diretta da Edoardo Tiboni. La  prima giornalista che nei primissimi Anni Ottanta ha condotto il Tg3Abruzzo, è stata Ivana Vaccari, oggi  tra i volti piu' noti di RaiSport .

E' stata una svolta importante per il servizio pubblico, che  contemporaneamente avviava la produzione  di programmi tv e radiofonici a livello regionale, trasmessi anche a diffusione nazionale, che però concludevano il  loro ciclo di trasmissioni nel 1988.Un gruppo di ottimi professionisti, guidati da Gaetano Stucchi, che si sono  affermati  anche come giornalisti, come Franco Farias e Maria Rosaria La Morgia.

I telespettatori abruzzesi avranno dunque la possibilità di fare un confronto tra l'Abruzzo di ieri e quello di oggi, i problemi risolti,e quelli che sono ancora aperti, come  i sempre piu' difficili  collegamenti ferroviari con Roma, documentati  ampiamente in un servizio mandato in onda  il 16 gennaio  1983. Storie dell' Abruzzo  che puntava sull'industrializzazione e sullo sviluppo dell'agricoltura  e del turismo. Una regione “in  movimento”, che  aspirava a divenire la locomotiva del centro-sud. Le grandi industrie della Val di Sangro, con la Sevel “benedetta” da Pertini e l’avvocato Agnelli, il polo industriale dell'Aquila con l'Italtel, l'apertura del traforo del Gran Sasso. L'amore di Papa Giovanni Paolo II per le vette abruzzesi, la valorizzazione degli itinerari del turismo religioso  ed anche  i “miracoli” che nei primi anni Ottanta finivano  sulle prime pagine dei settimanali. Come nel caso di una  madonna  che  “ad Ari  compiva guarigioni prodigiose”: bastava ungersi con l'”olio santo” fornito da un parroco in cambio di una “offerta spontanea”. Una troupe del Telegiornale regionale, con l'inviato Franco Totoro realizzò una “illuminante” inchiesta nel paesino del chietino, scrivendo  una significativa pagina di “giornalismo di approfondimento”.

Saranno riproposte le vicende di cronaca che hanno appassionato e diviso l'opinione pubblica:dal delitto della piccola Cristina Capoccitti al giallo dell'uccisione dell'avvocato Fabrizi, con la riproposizione dei servizi  di Lodovico Petrarca, cronista di razza, che è andato in pensione due anni fa, lasciando negli archivi Rai una preziosa testimonianza di  buon giornalismo. E poi le grandi imprese del Pescara in serie A, raccontate dall'indimenticabile Mario Santarelli e dell'Aquila Rugby seguita nelle sue memorabili vittorie da Domenico Marcozzi, storico radiotelecronista della Rai       Dal passato verranno sicuramente nuovi stimoli per fare meglio. E' questo indubbiamente anche lo scopo principale dell'iniziativa,che con ha già avuto positivi riscontri con “Buongiorno Regione”, la fortunata trasmissione partita nel gennaio di quest'anno, che va in onda ogni mattina, dal lunedì al venerdì, dalle 7,30 alle 8, sulla terza rete televisiva della Rai. L'appuntamento con L'album della memoria, nello spazio informativo del mattino resta invariato, fino alla conclusione del secondo ciclo  di trasmissioni previsto per giugno del 2010, mentre  fino al 15 dicembre ci sarà anche  la trasmissione di un servizio “dalle teche Rai” nel telegiornale delle 19,30. Da aggiungere che la puntata di sabato 12 dicembre  del “Settimanale”, in onda alle 12,25 sempre su Rai Tre, sarà interamente dedicata al trentennale della nascita del telegiornale regionale dell’Abruzzo.


Rosario Di Blasio

 

 

 

Umberto Braccili registra l'audio del servizio con il tecnico

 
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