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Le terre del Cerrano
  Articoli del Mese

Giulianova: Premio agli Arbitri di Calcio

In memoria di “Carmine e Archimede Rodomonti” e “Giuseppe Basile”

GIULIANOVA – Nutrita platea presso la sala convegni del “Kursaal” di Giulianova, dove sono stati consegnati i premi intitolati alla memoria di “Carmine,Archimede Rodomonti” due grandi protagonisti che in modi e stili diversi, hanno esaltato i valori più nobili, facendo della passione e dell’abnegazione i loro punti di forza. Un evento giunto alla sua quarta edizione, quest’anno con una importantissima novità, ovvero l’istituzione del Primo Premio dedicato alla memoria di “Giuseppe Basile” per chi non lo sapesse dirigente storico che contribuì alla creazione della scuola arbitrale teramana. “Sono veramente felice e onorato ha dichiarato il Presidente delle giacchette nere di Teramo Pietro Di Francesco per il successo che ogni biennio riscontra questa manifestazione, una missione che ha come obiettivo la formazione di arbitri di calcio, una funzione sostenibile solo attraverso una fortissima attenzione e coerenza verso valori come la lealtà, il rispetto reciproco e l’amicizia. Un ruolo così delicato e complesso che può evolversi solo attraverso il lavoro di gruppo e il contributo di persone di spessore». Diversi i personaggi del mondo politico e sportivo presenti in sala, a cominciare dal Presidente Nazionale AIA Marcello Nicchi, poi Pasquale Rodomonti (Presidente del Comitato Regionale Arbitri), Daniele Ortolano (Presidente della FIGC Regionale), poi ancora il Presidente della Provincia di Teramo Walter Catarra, L’assessore Regionale Paolo Gatti e tanti altri ancora. In molti prendendo la parola, hanno voluto ricordare la figura di questi grandi personaggi. Per quanto riguarda i Premi, il primo riconoscimento alla memoria di Giuseppe Basile è andato a Bruno Di Salvatore, secondo premio alla memoria di Carmine Rodomonti, assegnato a Guido Federico Di Francesco e ultimo premio alla memoria di Archimede Rodomonti a Gianpaolo Calvarese. E’ stata davvero una serata emozionante ed intensa, dove oltre a ricordare questi grandi protagonisti del passato, Il presidente Aia Nicchi ha voluto nel corso della serata affrontare altri temi che riguardano sempre lo sport come ad es. la Violenza negli stadi, lanciando un chiaro messaggio rivolto soprattutto ai Giovani, ricordando a loro che la figura dell’Arbitro è assai delicata e complessa. Nello sport, ha ricordato Nicchi sono importanti due fattori principali, etica e rispetto reciproco, perché solo così possiamo parlare di sport come strumento essenziale di vita, questi premi speciali, inoltre hanno rappresentato si un omaggio al passato, ma con occhi ben aperti rivolti a quello che sarà l’avvenire, ovvero il futuro.

Rosario Di Blasio

 

 

   
     
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
 

Un ricordo del mitico Lino Lacedelli

Pineto - Sono veramente dispiaciuto e per questo mi associo alle condoglianze dell’ Italia intera perché Lino non è stato per me solo colui che ha contribuito a ricostruire l’ Italia psicologicamente nel dopo guerra, ma un testimone vivente unico. Erano verso le 16:30 di un pomeriggio estivo e molto caldo quando mi chiamò il gestore dell’ hotel Centrale, il mitico Tonino Ranalli per ricevere ufficialmente nelle vesti di Assessore e rappresentante della città di Pineto un personaggio importante. Quando arrivai mi trovai di fronte un colosso di uomo molto gentile e un po’ zoppicante; il mitico Lino Lacedelli che nel Luglio del “54 conquistò la seconda vetta più alta del mondo “ il K2 “. Ci sedemmo e in mezzora riuscì a trasmettermi le emozioni e le difficoltà di quella impresa con tutta la sofferenza che si manifestava anche dalle sue condizioni fisiche.

In circa due ore organizzammo un incontro pubblico al teatro polifunzionale per ascoltare le testimonianze della sua avventura. Il momento più toccante ( per me indimenticabile ) fu quando mi disse : “ arrivai a circa mt. ( non ricordo precisamente ) quando mi accorsi che gli arti inferiori non li sentivo più perché erano congelati e fui tentato di rinunciare, ma quando guardai il volto di Achille (Compagnoni) fui illuminato da un bagliore e da una carica di coraggio, così dopo 4 ore raggiungemmo la vetta 8.611 mt. Ciao caro Lino, Pineto può essere orgogliosa di aver ospitato e conosciuto un grande uomo di sport che ha saputo trasformare una impresa sportiva in un grande passo della storia Italiana e Mondiale.

L’assessore alla cultura
Filippo D’Agostino

 

 

APRE IL CENTRO D’ASCOLTO IL SENTIERO”

Sarà presentato sabato 12 dicembre 2009 alle ore 10,30 ad Atri, presso l’Auditorium S.Agostino il Centro d’ascolto “Il Sentiero” di Silvi, aderente al Ce.I.S. (Centro Italiano di Solidarietà) ONLUS di Pescara. La presentazione ad Atri si terrà proprio per rendere il più visibile possibile la presenza e azione sul territorio del Centro, che opererà nei territori si Atri, Silvi e Pineto con la funzione di accogliere le richieste d’aiuto che arrivano indirizzandole, ove possibile, verso percorsi preventivi, educativi e riabilitativi in strutture adeguate. Il Centro di Solidarietà si adopera a Pescara e sul resto del territorio abruzzese dal 1981 affinchè si diffonda il “Progetto Uomo”, programma tecnico-riabilitativo. Negli anni successivi si sono aggiunti altri servizi : i Gruppi Speciali (per coloro che necessitano di un intervento protetto in comunità terapeutica), Il Piccolo Principe (centro per la cura e la tutela dei minori con disagi e delle loro famiglie), ludoteche e servizi specifici per assuntori di cocaina e per dipendenti da sostanze non farmacologiche (come per esempio il gioco d’azzardo).

L’Associazione Il Sentiero è sorta grazie al sostegno del Presidente del Ce.I.S. di Pescara Dott.ssa Anna Durante e di fr. Maurizio Di Paolo della Parrocchia S.Maria Assunta di Silvi, dove lo sportello sarà operativo tutti i lunedì e venerdì dalle 19 alle 20 presso la Prima Sala Parrocchiale e dove, i soci volontari accoglieranno le richieste di chi si trova in difficoltà, facendo così emergere lo spirito di volontariato e gratuità che sono fondamenti del Progetto Uomo. L’azione del Centro d’ascolto è ancora agli inizi, e la strada da percorrere per arrivare a svolgere una piena attività di prevenzione ed educazione sui problemi e disagi che colpiscono soprattutto i più giovani è lunga, per questo uno degli obiettivi primari è anche quello di coinvolgere come volontario chiunque volesse partecipare a questa nuova realtà. Per comunicare col Centro, sia per l’attività di volontariato che per porre qualsiasi domanda o per ricevere aiuto chiamare il 346/1598025 o inviare una mail a cdsentiero@yahoo.it

Roberto Marchione

 

 

 

 

SPORTING CONA : PARTITA L’AVVENTURA

E’ iniziata l’avventura dello Sporting Cona nel campionato di Prima categoria. La piccola e giovane realtà atriana, promossa meritatamente l’anno scorso dopo un lungo testa a testa col Verlengia, col passaggio alla categoria superiore ha comunque mantenuto lo stesso assetto societario, col Presidente Sandro Alonzo e l’allenatore Eraldo Della Quercia. Anche per quanto riguarda la rosa sono stati pochi i movimenti, visto che la società ha preferito (coi suoi pro e contro) premiare coloro che avevano conquistato la promozione (per la maggiorparte giovani atriani) inserendo solo 3-4 elementi nuovi. In fondo è giusto così, visto che già la Prima Categoria è un grandissimo traguardo per lo Sporting Cona e, se questi ragazzi riuscissero a conquistare anche la salvezza quest’anno, sarebbe il proseguimento di una bella favola e una vittoria degna di una finale di Champions League. Certo non sarà facile, e l’impatto con la nuova categoria è stato duro e difficoltoso per i ragazzi di mister Della Quercia, ma dopo le prime tre partite perse consecutivamente hanno trovato il bandolo della matassa e nelle successive 7 giornate sono riusciti a conquistare 7 punti che sarebbero potuti essere addirittura qualcuno in più se non fosse stato per alcuni episodi, risalendo fino al terz’ultimo posto in classifica. La squadra sembra adattarsi ogni giorno di più all’ambiente della Prima Categoria, il cammino è lungo, duro e tortuoso, ma la salvezza sembra comunque un traguardo raggiungibile, magari con un paio di ritocchi nella finestra di mercato di dicembre sulle fasce e nella zona centrale del campo…e non farebbe male neanche una punta di peso in più.

In bocca al lupo ragazzi!


Roberto Marchione

 

 

 

 

 

 

 

 

Nuova stagione teatrale

Atri – E’ partita a razzo la stagione 2009/2010 dell’Atri Volley nei campionati maschile e femminile di serie D. Tutto secondo pronostico per le ragazze, partite col ruolo di favorite per la promozione, che hanno demolito con due rapidi 3-0 (meno di un’ora ognuno) prima il Torrione Volley L’Aquila e poi il Carsoli in trasferta. Nessun problema di integrazione quindi, anzi, intesa perfetta che continua a crescere di giorno in giorno tra le nuove arrivate e le ragazze già facenti parte della compagine Ducale. Anche gli uomini, da cui ci si aspettava comunque un buon campionato, hanno vinto abbastanza agevolmente le prime due partite, 3-1 a Crecchio e 3-0 in casa nel derby col Silvi, aumentando così considerevolmente il rispetto degli avversari nei loro confronti e le ambizioni per questa stagione. Per chiudere una nota sulla I Divisione femminile, che ha iniziato il campionato con uno 0-3 interno contro il Castelnuovo; poco male visto che comunque la squadra, pur nella sconfitta, ha ben figurato mostrando margini di miglioramento ed è formata da ragazze giovanissime che disputano questo campionato per accrescere la loro esperienza. Per quanto riguarda le gare interne la serie D maschile gioca il sabato alle 17:30, la serie D femminile la domenica alle 17,30 e la Prima Divisione femminile la domenica mattina alle 11, tutte presso la Palestra Comunale “U. Bargiglione” con ingresso libero.

Roberto Marchione

 

 

 

 

 

Tre giorni di festa con gastronomia, vino e folklore

Bisenti la capitale della Valfino celebra il 35° revival dell’uva e del vino montonico.

Ritorno a Bisenti, l’antica “capitale” della Valfino, dopo alcuni mesi dell’ultima volta in occasione della commemorazione del trentesimo anno dalla scomparsa del suo emerito figlio Lamberto De Carolis, giornalista, storico e poeta illustre e ideatore, insieme al compianto insegnante Lido Panzone, della festa dell’uva e del vino montonico che oggi richiama tanta gente anche dalla costa. E’ la grande festa dell’autunno che ripropone ogni anno un ricco programma folkloristico con la gastronomia dal sapore autentico d’altri tempi con musica e poesia. Un invito giunto inaspettato e ancora più gradito dalla mia cugina Ines Panzone da tanti anni ormai cittadina di Bisenti e nonna felice. La festa dell’uva nata trentacinque anni fa nella cantina di campagna di Francesco Valente che, per molte occasioni, era anche il cenacolo in cui si riunivano Lido Panzone, Lamberto De Carolis e il pittore Michele Notturno che ha immortalato questo luogo in uno dei suoi tanti pregevoli quadri. A questo gruppo molto spesso si univa il giornalista e gastronomo rosetano Luigi Braccilli il quale era considerato come “uno di casa”, ossia cittadino di Bisenti per cui le sue visite erano sempre gradite in quanto “riforniva” la comitiva di pesce fresco che bene legava con il montonico. Non potevo mancare a questa festa, e poi rivisitare l’antica Berethra che tra l’altro, come vuole la leggenda, si dice che sia la patria di Ponzio Pilato, è sempre una visita piacevole. Leggenda o storia quella della nascita di Ponzio Pilato, che per gli studiosi locali, ancora oggi è un dilemma accertare se effettivamente abbia avuto i natali a Bisenti. Arrivare a Bisenti è un viaggio breve e gradevole grazie alla bellezza del paesaggio, al verde dei campi, agli arabeschi dei quercioni pensosi e in lontananza la visione degli antichi borghi arroccati sulle colline come solitarie sentinelle a custodire le tradizioni della Valfino: Montefino, Castiglione Messer Raimondo e Castilenti la patria del giornalista e commediografo Luigi Antonelli. Il ritorno a Bisenti è un riassaporare e rivivere le antiche tradizioni del nostro Abruzzo con la sua cucina fatta ancora di antichi piatti gustosi e genuini con i prodotti fatti in casa e freschi del posto. A cominciare dagli sfiziosi antipasti per poi proseguire con i primi piatti di maccheroni alla mugnaia, tagliolini e fagioli e poi passare ai secondi con il coatto, classico piatto locale o “ciavarra” al guazzetto e poi salsicce alla brace e arrosticini e infine i dolci fatti in casa: bocconotti, tatù, cannelloni con crema e marmellata e la torta nostrana il tutto accompagnato dal vino montonico. Un vino ideale per gli antipasti, leggero, gradevole e genuino “abbuccatelle” per dirla in gergo contadino ma buono anche per i primi piatti e per carni bianche, ma soprattutto per piatti a base di pesce come dicono gli esperti. Il Sindaco di Bisenti Avv. Guido De Luca, nella presentazione del revival ha dichiarato: “Tutto il paese è in festa intorno al simbolo principale della sua cultura materiale. La sagra del montonico costituisce un momento di aggregazione di notevole importanza per la comunità, è un’opportunità per far conoscere il paese e le sue tradizioni al di fuori del territorio”. Mentre il Presidente della Pro-loco “L. Panzone”, Sabrina Leone, che affrontava per il primo anno l’organizzazione del revival come presidente ha dichiarato: “Abbiamo dato il massimo del nostro impegno per la buona riuscita e quindi aspettiamo tanta gente a Bisenti con la certezza di farvi trascorrere delle gioiose ed esaltanti giornate”. E l’aspettativa della giovane presidente Sabrina non è stata delusa a giudicare dalla folla strabocchevole che ha invasa la sua cittadina in ogni angolo, tanta gente venuta per gustare le prelibatezze culinarie e la bontà del montonico. Poi, nel pomeriggio, la fantasmagorica sfilata dei ventisei carri allegorici tutti accompagnati dal proprio gruppo musicale, provenienti dalle numerose contrade, hanno distribuito carichi di vino al grande pubblico che invadeva via Roma, mentre tante coppie di giovani in costume tradizionale abruzzese intrecciavano balli e canti tradizionali, ed altre ragazze distribuivano gustosi dolci. Tutti i carri addobbati con grande maestria avevano slogan pubblicitari come quello con la scritta: “Veniamo da Chioviano e con tutti voi un bicchiere di montonico beviamo” o un altro “Nell’azienda di za Annine tutti gli animali bevono il vino”. A sera inoltrata ho lasciato Bisenti, mentre la grande festa continuava ancora e risalendo verso Atri per le anguste e tortuose strade ho pensato come l’antica cittadina di Bisenti ha saputo conservare con tanto amore questa bella tradizione e come per questa ricorrenza ogni anno si veste a festa regalandoci ancora l’occasione di riassaporare e rivivere un momento di sana e genuina allegria che non è più possibile trovare altrove. Tutto questo avverrà fino a quando essa avrà dei giovani validi come l’ingegner Angelo Panzone e il Presidente della Pro-loco Sabrina Leone.

Alfredo Spezialetti

 

Si accendono i Consigli Comunali

ATRI – Un anno e mezzo di governo di centrodestra (la prima storica volta nella cittadina ducale) sembra aver riacceso i Consigli Comunali atriani che sembravano forzatamente addormentati negli ultimi tempi, dopo la totale assenza della suddetta parte politica nell’ultima legislatura per la mancata presentazione della lista e quelle ripetute (a volte con motivazioni plausibili, altre non) dei quattro eletti di Forza Italia negli ultimi anni della penultima. Ora il fervore è tornato, e si è notato soprattutto negli ultimi Consigli Comunali. Il caos maggiore è iniziato a sorgere nella seduta del 2 settembre. Quel Consiglio Comunale era stato richiesto dai gruppi di opposizione del PD e dell’UDC 20 giorni prima, per discutere sulla questione delle IPAB; i due gruppi avevano presentato un documento in cui si chiedeva di tutelare le IPAB atriane vista la loro virtuosità, e che lo stesso dopo l’approvazione fosse discusso in separata sede con l’Assessore regionale competente e con la rispettiva Commissione Regionale. La Maggioranza invece voleva che l’Assessore Gatti fosse presente direttamente al Consiglio Comunale, solo che per quella data (l’ultima prima della scadenza dei termini) era impossibilitato e quindi preferiva rimandare alla seconda convocazione 12 giorni dopo. In breve questa è la cronistoria di quanto successo : dopo l’apertura del Consiglio Comunale, il Sindaco ha accennato quale fosse l’argomento del dibattere, poi stava passando la parola al Capogruppo del PD Gabriella Liberatore per esporre l’ordine del giorno di cui era cofirmataria. In quel mentre, il Capogruppo PDL Filiani, richiamava l’attenzione del Sindaco il quale gli passava anticipatamente la parola per una breve comunicazione prima di far parlare l’opposizione. A questo punto, Filiani, affermando che ritenevano necessaria la presenza di Gatti e che era inutile quindi proseguire nella seduta, abbandonava l’aula insieme agli altri Consiglieri di maggioranza scatenando l’ira dei Gruppi di minoranza; il giorno dopo poi entrambe le fazioni inviavano comunicati stampa ribadendo le proprie ragioni e condannando il comportamento dell’altra parte politica. Le polemiche sono poi proseguite aspre in tutti i successivi Consigli Comunali, compreso quello in cui si è poi presentato Gatti e in cui l’opposizione consiliare ha voluto ribadire davanti all’Assessore Regionale cosa era successo in quella prima convocazione, tra accuse di antidemocrazia e decisioni del Sindaco di far rispettare a quel punto tutto il regolamento comunale, anche nei momenti in cui per prassi si dava più spazio alle interrogazioni, viste anche le proteste del Consigliere Zippilli che non era potuto intervenire presentando mozioni in quanto non era stato interpellato per la conferenza dei capigruppo né dalla maggioranza né dagli altri consiglieri di opposizione. Osservando dall’esterno viene da dire che entrambi hanno avuto sia ragione che torto; infatti nessuno vieta alla maggioranza di abbandonare l’aula perché lo ritiene più giusto, ma correttezza politica vorrebbe che almeno si fosse ascoltata l’esposizione dell’ordine del giorno dell’opposizione e poi si fosse lasciata l’aula per le proprie motivazioni. Dallo stesso canto, giusto che chi presenta un ordine del giorno abbia il diritto di esporlo, ma si poteva accettare la richiesta di rinvio della maggioranza, visto che la presenza di un assessore regionale in aula avrebbe comunque fatto bene al Consiglio….ma di questo non possiamo accusare la minoranza consiliare dato che abbandonando l’aula senza farli parlare, il centrodestra ha impedito al centrosinistra di rifiutare questo rinvio e quindi di sbagliare, e non abbiamo la controprova ufficiale che l’avrebbe fatto…..

Abbiamo cercato di raccontarvi l’essenziale di questa querelle politica, scusandoci se ne sono sfuggiti alcuni punti o se ne abbiamo mal inteso altri, e naturalmente i Consigli Comunali di Atri non sono solo litigi e beghe politiche ma anche interventi diretti al miglioramento della vita cittadina…ma queste sono altre storie e speriamo che in futuro siano anche le uniche, per il bene di Atri!

Roberto Marchione

 

 

DALLA BASE SCOUT ALLE TENDOPOLI

Servizio: è la parola chiave dei rover e delle scolte; costanza, coerenza e continuità sono le caratteristiche di un buon servizio.

Ebbene, noi rover e scolte del clan “Lampara” di Silvi (Gruppo SCOUT Silvi I), dopo il centro di distribuzione del vestiario ai corregionali aquilani sfollati nella nostra città dopo il 6 Aprile, allestito presso la nostra base scout in “via della marina”, abbiamo scelto di svolgere la “Route”, il campo di fine anno, direttamente in una tendopoli dell’Aquila. L’attività di servizio, che rientra in un più ampio progetto proposto e organizzato a livello nazionale dall’AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani), ha visto susseguirsi per tutta l’estate, nelle diverse tendopoli, moltissimi gruppi scout di tutta Italia. E Silvi non poteva mancare. Il nome del progetto, deciso dall’Associazione, era “JU ZIRÈ”, che rappresenta un tipico gioco dell’aquilano.

Al nostro clan “Lampara”, dal 21 al 29 Agosto, è stato assegnato il campo allestito presso Pagliare di Sassa, gestito autonomamente da alcuni cittadini aquilani, ma sostenuto fortemente dall’ANA (Associazione Nazionale Alpini), con la quale abbiamo avuto modo di collaborare per offrire un più efficiente servizio a delle persone così sfortunate e stanche da non poter sopportare altri disagi. Ed è proprio questo senso di stanchezza, di esasperazione dopo cinque mesi (intendo da Aprile ad Agosto), un’intera estate passata tra le tende, che contribuiva a rendere “pesante” il clima delle tendopoli. La gente era ancora disorientata e spaventata, soprattutto di fronte alla nuova situazione di cambiamento, per cui molti centri erano in via di smantellamento e le abitazioni costruite dal governo stavano per essere assegnate con criteri non molto noti a tutti. Pertanto la tensione continuava a crescere, il malessere ad aumentare e per i volontari non è stato sempre facile inserirsi immediatamente in quel contesto.

Fortunatamente, però, sono bastati soltanto un paio di giorni a noi del clan di Silvi per ambientarci alla vita della tendopoli di Pagliare, dove siamo riusciti a gestire al meglio la cucina, la mensa e le strutture poste per i servizi igienici; abbiamo efficacemente supportato alcune insegnanti impegnate presso una scuola estiva allestita proprio lì nel campo, riuscendo anche a proporre e a svolgere con i bambini attività in stile tipicamente scout. A turno, inoltre, siamo stati nel vicino campo di Sassa Scalo, gestito dagli alpini, per collaborare nella grande cucina che in quel momento provvedeva alla distribuzione di pasti per 7 tendopoli. Ma sicuramente, il supporto più importante che siamo riusciti a portare ai cittadini aquilani è stato quello morale, più che quello fisico e pratico. Stringere rapporti di amicizia, avere modo di sfogarsi, di raccontare la propria sfortuna e rendersi conto di non essere soli nella propria sventura è stato indubbiamente di grande aiuto per tutte quelle persone. Allo stesso tempo sostenerle, consolarle e incoraggiarle è stato per noi importantissimo come strumento di crescita e comprensione di quegli indispensabili valori dell’uomo che sono la solidarietà e la fratellanza.

Infatti, in genere, verificare la buona riuscita di un servizio non è facilissimo e talvolta troppo soggettivo, ma ripartire e salutare la gente del posto tra le lacrime, credo sia oggettivamente un segno da cogliere con gioia e soddisfazione.

Insomma, come sempre, la lezione che ci arriva dal volontariato, dal gratuito offrirsi a chi ne ha bisogno, è che il più grande contributo, sottoforma di affetto e crescita personale, spetta infine al volontario, più che alla persona aiutata.

Per questo, con grande entusiasmo, noi scouts vogliamo testimoniare a Silvi il nostro servizio!

Federico Ronca

 

 

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