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Eventi e Cronaca Locale
  Articoli del Mese

Un omaggio ad un amico che ha raggiunto la pensione
Oh! Che bel Masciello!
(marcondiro…’ndiro…’ndello)

Che dire del mitico Fausto Masciello? La sua fama ha varcato i confini di Silvi Marina ed è giunta fino a Scerne di Pineto!!! Egli è cosi famoso che anni fa, trovandosi a Roma ed essendosi trovato a fianco di Papa Benedetto XVI, tutta la folla presente si chiese: “Ma chi è quell’omino, vestito di bianco, vicino a Fausto Masciello?”.

Fausto è ricercato nel parlare, ricercato nel vestire, ricercato dalla polfer!!! Egli conosce 8 lingue straniere: l’inglese, il francese, il tedesco, lo spagnolo, il cinese, l’arabo, il pratolano inferiore e quello superiore; ha pubblicato di recente il dizionario Pratolano-Sulmonese e una volta ha fatto da interprete tra un Capostazione di Pratola e uno di Sulmona che, fino a quel momento, non erano riusciti a capirsi nemmeno con i sottotitoli alla pagina 777 di Televideo!!! L’unica lingua che Fausto non parla molto bene è l’italiano: infatti è convinto che l’Accademia della Crusca sia una cooperativa di industriali di mangimi per polli. Ma veniamo ad un’altra caratteristica del Nostro: egli alla guida dei treni era velocissimo e spericolato (non per niente i DCO di Bari lo conoscevano come “Schumacher”).

Per fare un solo esempio: un giorno, alla guida di una fiammante 582, tra Castellalto e Bellante, Masciello passò alla velocità pari a quella della luce vicino ad un gregge: ebbene, a causa dello spostamento d’aria, le pecore si ritrovarono perfettamente tosate e il pastore ringraziò sentitamente Fausto per avergli risparmiato il lavoro. Masciello è anche un gran seduttore e “tombeur de femmes” dall’umile parrucchiera alla donna famosa, tutte lo adorano e organizzano pellegrinaggi a Silvi per ottenere un’udienza da Fausto ed eventuale convegno erotico-sessuale!!! Recentemente la cronaca rosa e il gossip hanno riferito che Elisabetta Canalis è stata fino all’ultimo indecisa nella scelta tra George Clooney e Fausto Masciello; poi vedendo lo yacht di 82 metri di George e la misera barchetta fantozziana di Fausto, la decisione è stata immediata!!! Eppure Fausto, in passato, ha posseduto il mitico gommone da 8 metri (non si capisce che ca… ci doveva cancellare!) e lo teneva ormeggiato nel mitico porticciolo di Saline, ribattezzato “Gommon Club Masciello”. Fu in seguito costretto a buttar via il gommone poiché dei teppisti glie lo avevano bucato come un Emmenthal.

Fausto ha fatto la fortuna di molti cinesi: egli comprava di tutto dai cinesi: accendini fosforescenti, occhiali finti senza lenti, barattoli di Viagla cinese – ottenuto macinando unghie di mucca cinese e semi di soia – megafoni da usare sulla spiaggia di Silvi, profilattici a forma di pagoda, ecc. ecc.. L’unico articolo che Maciello non comprava dai cinesi era l’orologio, infatti Fausto gli orologi li vinceva in quantità industriale in una macchinetta mangiasoldi nel bar della stazione di Ancona; c’è gente che ha avuto l’esaurimento nervoso dopo aver invano tentato di pescare col gancio qualche orologio, ma dopo inutili tentativi di tanta gente disperata, arrivava Fausto e in pochi minuti ripuliva l’intero contenitore degli orologi. Ora, parlando seriamente, voglio rivolgere, anche a nome di tutti i colleghi presenti e di chi non ha potuto essere presente, i migliori auguri al nostro amico Fausto per una lunghissima, felicissima e fortunatissima vita da pensionato.


Antonio Clivi

 

   
     
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
 

San Pio, “Protettore degli incivili”

Questa ulteriore attribuzione sarebbe più che giusta per la grande anima di Pietrelcina, dato lo stato di degrado in cui spesso è ridotto un quarto di ettaro, la cui vicenda nel tempo, rappresenta uno dei capitoli più negativi della piccola storia di questo paese (secondo soltanto a quello della speculazione edilizia). E’ arcinoto infatti che quest’area sia venuta fuori da una delle iniziative più scellerate della storia dell’amministrazione comunale di Silvi, una barbara decisione che ha espresso significativamente il grado di indifferenza di questo popolo verso la cultura.
Qualcuno, probabilmente, alla maniera di certi “motoseghisti” locali (sempre pronti ad abbattere abusivamente i nostri alberi per il solo gusto di farlo), decise, contro la volontà di tutti (o quasi), di fare la stessa cosa con la sede della nostra striminzita cultura di uomini nati dalle onde. Un arbitrio che la dice lunga sull’inadeguato sistema (purtroppo ancora in voga) con cui si eleggono le amministrazioni comunali e nazionali, un sistema attraverso cui appunto, non viene risultata la volontà generale del popolo, cioè quella più giusta ed obiettiva, ma attraverso le sue burocratiche manipolazioni, il solito “gruppetto”, che estrinsecato, ripeto, dal volere generale della gente, attua liberamente il suo potere decisionale, spesso arbitrario e totalitario! La caduta del nostro indimenticabile ed amatissimo “Kursaal lido”, ne fu e ne è, una grandiosa prova.


Il lascito di quel dissennato abbattimento (che si abbattessero, piuttosto, certi smisurati orrori edili in odierna costruzione, eretti soprattutto per depositare il malaffare forestiero che ci sta sempre più contaminando!) ha prodotto un’area di risulta, anonima ed insignificante. Un’area sulla quale, evidentemente, l’autore dell’opera, dopo la constatazione del proprio “fiasco completo”, ha cercato vanamente un penoso tentativo di riparazione, dapprima con un ridicolo labirinto posizionato come un cavolo a merenda, poi con qualche decadente attrezzo per altalena che aveva avuto il solo significato di un intervallo di anonimato nella nostra area urbana.
Ora questo rimediato angolo del nostro paese si confonde, di tanto in tanto, con certi scenari dei film di Pasolini, un atipico luogo di culto dove il povero San Pio deve veramente mettercela tutta per tollerare la profanazione che lo circonda da tutte le parti con erbacce, polvere, geroglifici d’attualità, bottiglie di birra disseminate ovunque, ciottoli, parolacce che fuoriescono dai bivacchi notturni di giovani struzzi, esibizioni in due pezzi di svergognate che hanno poi il coraggio di cingersi il collo con le croci d’oro ecc.ecc. (Una situazione alla quale, obiettivamente, si dovrebbe far fronte con più continuità e soprattutto con più decisione). Si, insomma, il popolare Padre Pio, da poco Santo, almeno qui a Silvi sarebbe giusto proclamarlo “Protettore degli incivili”, e perché no, anche degli abbattitori di alberi e monumenti.

Rossano Di Palma

 

 

 

San Pio, “Protettore degli incivili”

S.P.S. – TEAM PESCARE
Nuova Associazione a Silvi

A Silvi una nuova associazione si è affacciata nel panorama culturale della città. Il 5 ottobre scorso è stata costituita la S.P.S. Team Pescare (Società Pesca Sportiva) con sede in Via Garibaldi, 131 presso il negozio di articoli di pesca sportiva. Presidente della nuova Associazione è stato nominato Antonio Costantini ed alcuni dei primi 26 soci iscritti sono: Pasquale Costantini, Matteo Giansante, Francesco Giansante, Rocco Di Biagio, Andrea Vampa. L’intento dell’Associazione è quella di sviluppare e diffondere l’affascinante sport della pesca sportiva e la partecipazione alle gare organizzate dalla Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee).
Ultimamente essendo anche a Silvi registratosi un notevole numero di appassionati desiderosi di cimentarsi in questo bellissimo sport i più intraprendenti hanno preso l’iniziativa e si sono organizzati. Per informazioni chiamare Rocco al 329-6506087 oppure il 339-2335341.


La Direzione

 

CroceRossa Silvi …nuovo direttivo…

Cambio di direttivo n el gruppo Croce Rossa di Silvi Marina. Il 2 ottobre dopo quasi quattro anni Gabriele Carletti ha terminato il suo mandato da Ispettore e Commissario di gruppo. Tutti i Volontari del Soccorso di Silvi ringraziano di cuore il loro ex ispettore, per il lavoro svolto, per l’impegno profuso che ha saputo dimostrare in questi lunghi anni e per l’amicizia e la cortesia dimostrata ai propri ragazzi e alla cittadinanza. A guidare il gruppo adesso sono due giovani ragazzi: la Dott.ssa Enrica Colagrande e il Dott. Ing. Danilo Di Febo. Al neocommissario Enrica ed al suo vice Danilo vanno i migliori auguri per lo svolgimento del loro compito, che li vedrà impegnati in prima linea per continuare al meglio il lavoro svolto da Gabriele e soprattutto per la crescita continua del gruppo.


Dott. Luciano Leonio
Uff. stampa C.R.I. – Silvi Marina

www.crisilvi.it

 

 

 

 

Un libro sulla ricchezza per un aiuto ai poveri

Cinque autori, imprenditori e religiosi riflettono

Molto presto sarà a disposizione dei lettori un piccolo testo,” IL LUSSO rende POVERI” edito dall’Associazione Zona Franca con un fine molto importante e significativo: devolvere l’importo del ricavato per la vendita del libro in beneficienza all’ Opera Missionaria Francescana di Atri per contribuire al sollievo della popolazione martoriata del Burkina Faso. Il libro non vuole essere né la trattazione della ricchezza, né l’approfondimento di tematiche religiose, né la spiegazione di un sistema per la conduzione di un’impresa. Vuole essere la comune riflessione di cinque autori, imprenditori e religiosi, che partendo da esperienze e pensieri diversi attraverso le loro realtà sono giunti ad una conseguente ed unica conclusione: nella vita bisogna investire nell’amore.

Il comune denominatore di queste riflessioni sono la ricchezza ed il ricco che è la prima persona che ubbidisce ad essa, nel senso che mette la sua vita al servizio di essa, rapportata alla salute; alla vita vera ed al suo senso cristiano; alle distrazioni che ci procura dalla vita spirituale e dalle cose più preziose della vita, rendendoci prime vittime di essa; all’essere sempre responsabili nel percorso della nostra vita cristiana; alla vita di ricchi imprenditori contrapposti ai popoli dei paesi dell’Africa dove la lotta è sempre per la sopravvivenza e contro la morte. Il testo è una denuncia delle diverse piaghe dell’umanità che la ricchezza potrebbe curare e che non fa ed anche la divulgazione e promozione del sentimento d’amore come dono di tutto se stesso che fa sentire l’altro un fratello ed un figlio di DIO.

E’ un piccolo testo che tratta le riflessioni con un linguaggio comprensibile, coinvolgente e scevro di termini intellettualistici, mai freddo e artificioso ma sempre semplice nel messaggio d’amore che comunica.


Luigi Colantonio

 

 

 

 

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