Atri all’Opera:
Sostituito all’ultimo minuto il tenore Marco De Carolis, indisposto.Accanto a Renato Bruson anche il bravo tenore atriano Carlo Assogna, nei panni di Cassio.
di Concezio Leonzi
ATRI - Domenica 15 novembre è andata in scena al Teatro Comunale di Atri, l’opera di Giuseppe Verdi “Otello”, su libretto di Arrigo Boito. L’allestimento è stato finanziato da “Fondazioni all’opera”, strategia originale e vincente che ha unito le forze di ben quattro istituti di credito (Fondazione Tercas, Fondazione Carichieti, Cassa di Risparmio di Fermo e Fondazione Pescarabruzzo) con la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Abruzzo, della Provincia di Teramo, e dei comuni di Teramo, Atri, Fermo, Ortona e Vasto. La regia è stata affidata al celebre baritono italiano Renato Bruson, che ha anche cantato nei panni dell’alfiere Jago. Tita Tegano ha disegnato le scene e i costumi. Sul podio il maestro Giuseppe Montanari. È stata una domenica di ansia fino all’ultimo momento: il tenore Marco De Carolis ha comunicato solo poche ore prima del levarsi del sipario la sua impossibilità a cantare nel ruolo di Otello, per sopraggiunti motivi di salute. La direzione artistica ha quindi provveduto in tempi da record alla sua sostituzione con il tenore coreano Yong Kap Cho, il quale, eccezion fatta per qualche debolezza nel registro medio, ha superato le molte difficoltà vocali del ruolo, tra i più temuti dai tenori. Ottima prestazione quella del soprano Masha Carrera (Desdemona), dotata di bella voce, smagliante, e di una sicura padronanza scenica. Renato Bruson ha fatto sfoggio della sua lunga esperienza di uomo di teatro e musicista raffinato: perfetto dominio sulla scena, aderenza interpretativa al personaggio Jago, capacità di suscitare ancora emozione intensa, (insuperabile nelle “mezze voci”). Merita di essere sottolineata la presenza, accanto alle prime parti dell’opera, del giovane tenore di Atri Carlo Assogna, nel ruolo di Cassio, dalla voce pronta ed espressiva, omogenea nei vari registri e sostenuta da una disinvolta abilità scenica. Gli appassionati di musica della regione lo conoscono per averlo ascoltato più volte in piccoli ruoli nelle produzioni liriche degli anni scorsi (Trovatore, Cenerentola), come solista in vari cori della città e per aver inciso un interessante cd edito dall’Archivio Di Jorio di Atri, contenente un’antologia di arie da operette di Antonio Di Jorio, accanto al soprano Manuela Formichella. Ma questa volta la prova è stata ancor più ardua: cantare al fianco di uno dei più grandi baritoni viventi, Bruson, appunto, non è cosa da poco. Ebbene, a sipario calato possiamo dire con certezza che Assogna ha brillantemente superato l’esame e appare ormai maturo per altri ruoli di riguardo. Bravo il maestro Giuseppe Molinari, che ha dovuto fare i conti con una buca troppo piccola per contenere un’orchestra lirica completa e per rimediare, durante il primo atto, ad alcuni “spostamenti” di tempo tra il coro e l’orchestra. Morbido il suono dell’orchestra (Istituzione Sinfonica Abruzzese e Orchestra Giovanile Abruzzese); sicuri i soli delle prime parti; ricco di pathos e intonatissimo il quartetto di violoncelli che chiude il primo atto. Belli i costumi di Tita Tegano (meno convincenti le sue scene). Il coro di Paolo Speca anche questa volta all’altezza del ruolo. Bravi anche Juergita Adamonyte (moglie di Jago), Nunzio Fazzini (Roderigo), Pietro Toscano (Lodovico), Denver Martin Smith (Montano) e Davide Filippini (un araldo). Alla fine applausi calorosi per tutti. Prossime repliche a Fermo, Pescara, Vasto e Ortona. Infine una nota di cronaca: domenica mattina una mensola in pietra che sostiene l’artistico balcone della facciata del Teatro Comunale si è spezzata, cadendo pericolosamente sul pavimento antistante l’ingresso principale. Tanta paura, ma nessun ferito, per fortuna, e “Otello” salvo. Per ragioni di sicurezza, l’ingresso è stato transennato e la facciata di stile neoclassico coperta da un ponteggio, speriamo per un periodo breve e strettamente necessario agli interventi di consolidamento e restauro.