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Politica
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L’autoreferenzialità: ovvero del confronto negato

SILVI – Uno dei caratteri più evidenti messi in risalto dalla prima Giunta Vallescura è stato proprio l’autoreferenzialità. Quell’atteggiamento di autosufficienza che porta a rifiutare aprioristicamente ogni possibile contributo esterno, e che fa considerare eventuali osservazioni critiche, sempre e comunque, ingiustificate e inopportune. Che impedisce di instaurare e coltivare con profitto quel rapporto dialettico con gli altri soggetti istituzionalmente previsti dal regime democratico. Che non consente una felice predisposizione all’ascolto delle istanze e delle sollecitazioni che arrivano dalla società civile. Ora è chiaro che non tutti, tra gli amministratori, hanno vissuto questa condizione allo stesso modo; qualcuno lo ha praticato di più, qualcun altro lo ha praticato di meno; ma quel che se ne è ricavata, come impressione complessiva, è questo generale e continuo condizionamento dall’idea di autosufficienza. A testimonianza di questo atteggiamento negativo, e comunque predominante all’interno della passata maggioranza consigliare che ha sostenuto la Giunta Vallescura, cito due casi eclatanti ed emblematici: la lottizzazione Pierangeli e la società in House. Sulla lottizzazione l’opposizione consigliare non si è arroccata in una contrarietà pregiudiziale. Ha promosso degli incontri con i cittadini per capire meglio la volontà popolare e per definire una posizione il più possibile equilibrata. Ha cercato di valutare con grande scrupolo quale poteva essere il congruo beneficio pubblico rispetto a quello che ne traeva il privato. Ha ritenuto che dagli accordi che l’Amministrazione aveva raggiunto con la Ditta Pierangeli il Comune non avesse tratto il giusto e congruo beneficio in relazione all’intervento mastodontico che veniva posto in essere. Una scuola di ventitre aule, ubicata a confine della linea ferroviaria, e una parte di area che dovrebbe essere pubblica all’interno del “cortile” privato, sono state valutate non adeguate dal punto di vista risarcitorio per la collettività. Molti sono adesso d’accordo con questa valutazione; ora che si comincia ad intravedere la pesantezza e la voluminosità di tutto l’insediamento urbanistico. Ancora di più lo saranno nel momento in cui vedranno alzarsi le barricate “anti tsunami” a ridosso dei marciapiedi. Né è servito a stemperare la rigidità della posizione dell’Amministrazione, e a indurla ad un maggiore approfondimento, la consapevolezza di mandare all’aria la prospettiva che le Amministrazioni precedenti avevano individuato per una soluzione molto più funzionale del servizio scolastico, e cioè la costruzione della “cittadella della scuola” in un unico polo. Per la costituzione della “società in house” ha fatto di più. Si è arroccato a difesa di quel tipo di struttura societaria a dispetto di tutte le buone ragioni che lo sconsigliavano. Pur di raggiungere lo scopo hanno chiuso occhi per non vedere e orecchi per non sentire. Non hanno avuto nessuna titubanza; né di fronte a una spesa impossibile, solo per avere un parere di fattibilità, né di fronte a fallimenti clamorosi registrati da altri Comuni che avevano tentato la stessa esperienza, né davanti a provvedimenti legislativi che prevedevano ormai la chiusura di quelle “società in house”, quelle cioè a totale capitale pubblico. Il fallimento era già scritto. Ora ha presentato il conto. Il Consiglio Comunale, qualche settimana fa, ha dato mandato alla Giunta per determinare i provvedimenti utili e necessari per il risanamento del debito. Un debito che non è solo economico ma anche di efficienza. Come avevamo facilmente previsto, la caparbietà dell’Amministrazione non era ispirata dalla volontà di dotarsi di una struttura che, nell’espletamento dei vari servizi, offrisse maggiori garanzie di efficienza e di economicità, ma quella di avere un potente strumento con cui esercitare pratiche clientelari a fini elettoralistici. E intanto una piccola imprenditoria cooperativistica che aveva dato ottime prove di efficienza sul piano delle prestazioni fornite, e uno sbocco lavorativo per tanti soggetti non proprio fortunati, vede ridursi pesantemente le sue prospettive di sviluppo. La seconda Giunta Vallescura ci auguriamo che abbia fatto tesoro di queste esperienze. L’abbiamo voluto ricordare per quelli che non c’erano. Segnali di maggiore apertura verso l’esterno, di una più spiccata propensione a sapersi mettere in discussione, di una forte capacità di saper valorizzare il ruolo delle opposizioni e di una saggia disponibilità a saper cogliere quanto di positivo emerge dal confronto, ci auguriamo non tardino a manifestarsi. La presa d’atto non sarebbe fine a sé stessa, ma imporrebbe a tutti di adeguare i loro comportamenti. Ci guadagnerebbe la Politica ma ancor di più ci guadagnerebbe il nostro paese.

Ottobre 2009 – Leone Spitilli

   
     
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
 

Piccola città… bastardo posto


Silvi 15 litiga con se stesso
La questione non sarà di importanza planetaria, ma chiunque abbia letto con attenzione il numero di Silvi 15 uscito a metà Novembre (a proposito, complimenti per la nuova veste grafica) si sarà accorto di una palese contraddizione. Si parla del successo o meno di Sinistra e Libertà alle ultime elezioni amministrative. A pagina 2 si legge che il successo è stato inequivocabile, a pagina 3 si definisce matto chi rivendica il successo. La libertà di opinione è una bella cosa, ma sarebbe meglio darsi una regolata…
Ordinanze pazze
La notizia è passata sotto silenzio, oscurata se non censurata dai mezzi di comunicazione di massa. Il TAR del Piemonte ha annullato una multa di 500 Euro, comminata in base a una strampalata ordinanza anti-prostituzione, simile a quella adottata dal nostro Sindaco, non tanto per il conflitto con la legge Merlin, che sanziona solo lo sfruttamento del fenomeno, ma addirittura perché l’ordinanza avrebbe violato i principi costituzionali di libertà di circolazione. Una piccola conferma della validità inferiore alla carta su cui è stata stampata la tanto strombazzata ordinanza Vallescura. Si sa che i giudici sono tutti rossi, ma intanto il cittadino di Cuneo la multa non la dovrà pagare.
Dove costruire le scuole? Giusto vicino la ferrovia.
La scuola media di Silvi ha lanciato una raccolta di firme per costruire un edificio scolastico lontano dalla ferrovia, per motivi che vanno dall’inquinamento acustico alla possibilità di reiterare la tragedia di Viareggio. Il comune di Silvi sembra aver sposato la causa, peccato che l’accordo di programma riguardante il complesso “Le dune” preveda proprio la costruzione di un edificio scolastico a ridosso della ferrovia.

C’è Beppe Grillo dietro Palestini?
Ha fatto scalpore l’’articolo firmato da Edoardo Palestini, sempre sul numero di metà Novembre di Silvi 15. Un po’ perché Edoardo è il padre del primo e unico Piano Regolatore mai reso operativo a Silvi, un po’ perché è imparentato con un attuale assessore comunale di centrodestra, un po’ perché ha giustamente il dente avvelenato contro il candidato Sindaco D’Isidoro che non l’ha voluto in lista. Un altro po’ perché l’articolo fa seguito all’altro precedente, quello che invitava gli elettori ad andare al mare. Neanche gli amici più stretti conoscono le sue reali intenzioni. Alcuni sussurrano a bassa voce che il futuro dell’ex assessore potrebbe incrociarsi con i movimenti civici promossi da Beppe Grillo.
Roberto Costantini

 

 
 

Per ogni crocifisso tolto in ogni aula pubblica ne metteremo un altro

Che vergogna subire ancora una volta l’assedio di chi in nome del rispetto dei credi e della religione altrui getta nel cesso millenni di storia e di tradizione. Non bastano le moschee che fioriscono come le margherite in primavera, non basta riconoscere la libertà di culto, no, ai nostri graditi ospiti dobbiamo lasciare campo libero più di quanto non si stia già facendo, eliminando “quel male assoluto” quel “cattivo esempio” che è il Cristo sulla croce. Si parla di tolleranza, ma in maniera unidirezionale, di rispetto e di integrazione di coloro che ancora oggi in nome di un Dio misericordioso e amorevole mietono vittime nel proprio paese ed altrove. Bell’esempio di democrazia e civiltà privare un paese ed un popolo che da sempre crede in certi valori di un simbolo di amore e fratellanza, di pietà e misericordia perché infastidisce la sensibilità di coloro che rivendicano tolleranza ma che non dimostrano altro che presunzione e prepotenza che conoscono solo i diritti e niente doveri, ai quali viene sempre più permesso di fare la voce grossa a casa nostra. Ci stanno chiedendo di rinnegare noi stessi e la nostra storia, allora forse ….. non ci resta che in maniera discreta ed umile, e soprattutto con voce bassa sperare che almeno non ci venga imposto di imparare la loro lingua e rinnegare persino la nostra bandiera. NO. LA DESTRA NON CI STA. Adesso più che mai dice basta: non all’integrazione ma a questo assedio ed a questa barbaria, manifestando a gran voce il proprio dissenso in ogni piazza, ogni via, in ogni angolo di questa povera Italia distribuendo migliaia di crocefissi con la speranza …… di non essere arrestati perché credenti, perché cristiani, perché italiani. Diciamo non a questa globalizzazione voluta dal Parlamento Europeo, diciamo no all’annientamento dell’identità culturale e dei valori di appartenenza dei popoli perché il rispetto verso altre religioni non si dimostra vergognandosi della propria.

Emanuela Di Giacinto
LA DESTRA - TERAMO

 

 

Riflessioni di una cittadinanza avvilita

A sei mesi dalle elezioni amministrative

La riflessione su questi primi sei mesi del secondo mandato dell’Amministrazione di Gaetano Vallescura, ha fatto rileggere agli attenti cittadini di casa nostra il programma elettorale presentato nella prima consigliatura e quello ultimo dello scorso mese di giugno. Si è scoperto che diversi problemi impellenti che riguardano la città non sono stati risolti nella prima e tuttora non sono stati posti all’ordine del giorno per la loro soluzione in questa che andiamo ad affrontare. Molte promesse “se il buon giorno si vede dal mattino” si avviano a non essere mantenute. In questi giorni, coloro che masticano politica e che vivono tra la gente, hanno la percezione che non tira buon vento per l’amministrazione silvarola di centrodestra e sentono che una stragrande maggioranza di cittadini ha la forte consapevolezza – rileggendo quei programmi e ricordando le promesse fatte – che le loro aspettative stanno venendo meno. Gli elettori, nel 2004 aspettavano una nuova e diversa Amministrazione, dopo quella ventennale di sinistra e l’hanno avuta. Nel 2009 ne aspettavano una più determinata e concreta di centrodestra, composta da uomini giovani e politicamente nuovi e l’hanno avuta. Questi però non stanno interpretando le molte richieste di cambiamento ricevute, non stanno comprendendo il perché di quel malcontento, i disagi e le necessità quotidiane del cittadino; non se ne stanno facendo carico. Molte sono le domande che si pongono tutti coloro che s’interessano di politica ma anche i cittadini che stanno vivendo quest’inerzia sulla propria pelle. Perché questa nuova e giovane classe politica che abbiamo scelta vive nell’immobilismo? Quando porterà in Consiglio quelle nuove idee che abbiamo ascoltato ed apprezzato in campagna elettorale? Quando inizieranno a progettare e programmare con realismo quel futuro di vera svolta per Silvi che i cittadini aspettano da decenni, che ad ogni tornata elettorale tutti promettono e per un motivo o per l’altro, mai si realizza? Quello che si fiuta nell’aria sono molti dei segnali che si captavano nel 1999 all’inizio della riconfermata amministrazione del Sindaco Di Febo. Come allora non credevano al malumore dei loro elettori gli amministratori di sinistra ora non lo credono quelli del centrodestra. Silvi – come obiettano e fanno notare molti cittadini – è nella stessa condizione di quella di allora: amministratori che non fanno gruppo pensando di poter trovare da soli la soluzione ai problemi della città, cittadini che vedono disattese le loro più importanti aspettative: interventi di normale sistemazione ed ordinaria manutenzione che dovrebbero dare alla città quella veste più accogliente e consona alle necessità ed all’immagine di una città che aspira ad alte posizioni nello scenario turistico, non solo abruzzese ma nazionale. L’Amministrazione s’è fermata. Non si è sente più parlare di completamento delle opere pubbliche approvate ed iniziate, di progetti per il futuro, di eventi estivi in grado di soddisfare le aspettative dei turisti, di programmi che possono consentire a Silvi di intraprendere una indispensabile crescita economica e d’immagine. Ascoltando però i sussurri, i mugugni e i sussulti del Palazzo si ha il dubbio che qualcuno stia tentando di impedire all’Amministrazione di lavorare, di metterla in difficoltà, qualcun altro fa notare una mancanza di sinergia tra i diversi assessorati ed in qualche caso tra politici e funzionari, qualcun altro – molto buono bontà sua – che la mancanza di accelerazioni sulla realizzazione dei programmi è dovuto, non alla mancata compattezza dell’esecutivo Vallescura ma alla crisi globale che stiamo vivendo e quindi alle enormi difficoltà nel reperimento delle risorse necessarie – ma gli altri Comuni ed in particolare quelli limitrofi a Silvi come fanno ad ottenerle – per la elaborazione di progetti seri e validi. Saranno tante piccole verità che messe insieme formano una grande verità: all’interno della coalizione di centrodestra manca quella necessaria programmazione politica ed amministrativa che consente la realizzazione di qualsiasi progetto. Dalle molte interviste che in questi giorni si susseguono sulla stampa locale i politici della maggioranza e dell’opposizione cercano di mettere in risalto il loro operato evidenziando l’impegno, ma nessuno, discute di programmi, nessuno che spieghi ai silvaroli i motivi per cui si stanno verificando tanti ritardi nella realizzazione di quelli in corso, nessuno che informi i cittadini di Silvi quali progetti si stanno portando avanti e quali sono le difficoltà che s’incontrano. Non si è sentito più parlare di completamento delle opere pubbliche approvate ed iniziate, di progetti per il futuro, della programmazione dei prossimi eventi estivi – che presto torneranno ad interessare la cittadinanza e a generare le solite ed aspre polemiche – in grado di soddisfare le aspettative dei turisti ed operatori del settore. Coloro che fanno parte dell’attuale amministrazione e coloro che vorranno e dovranno esercitare la funzione di controllo sul loro operato hanno intenzione di fare politica ed amministrare o seguitare la solita sterile polemica verbale? Sindaco Vallescura prenda atto di questa avvilente e perdurante situazione, prenda le decisioni forti e risolute che necessitano, si rimbocchi le maniche ed insieme a tutto il Consiglio ed ai più fidati e capaci collaboratori corra ai ripari ripensando per il futuro di Silvi anche ad eventuali cambiamenti del suo esecutivo, alle nuove strategie e ai realistici obiettivi da raggiungere per il bene della città e dei suoi cittadini e vedrà che molti apprezzando la sterzata ed il coraggio la seguiranno non solo con l’onestà collaborativa necessaria ma anche con entusiasmo. Quattro anni e mezzo di futura amministrazione sono ancora tanti e vivendo di cose concrete e non solo di proclami lei può lasciare in questa città se lo vuole, dopo dieci anni di guida, un segno positivo importante, vero e tangibile

Willy Nat

 

 

 

PUNTI IN COMUNE II. La Vendetta.

Parte la nuova operazione “Accordi di Programma” a Pineto. Come al solito quando già tutto è deciso e colonizzato la giunta pinetese parla di programmazione.

PINETO.“Attualmente è il privato che all’interno di un possibile accordo di programma”, spiega l’assessore all’urbanistica Ida Nardi, “presenta la propria proposta. Con il nuovo regolamento, invece, è il Comune che, una volta individuata un’area di proprietà privata che possa avere un interesse collettivo, propone un intervento urbanistico. Una cosa va sottolineata: non si procederà affatto con l’esproprio ma si andrà con una trattativa privata, sempre nell’ottica di tutelare l’interesse pubblico. Il tutto rientra nell’ambito dello schema di revisione generale del Piano Regolatore con l’elaborazione, inoltre, di un piano strutturale strategico”. Queste sono le dichiarazioni apparse qualche giorno fa nei mass media locali. Se vi ricordate non è la prima volta che mi occupo di sviluppo urbanistico di Pineto e delle scelte fatte da questa amministrazione comunale in questo campo. Nel precedente quinquennio con i programmi complessi la giunta Monticelli ha fatto il bello ed il cattivo tempo nel suo territorio piazzando cemento qua e là con il “dono” di un parcheggio, di una rotatoria e di quant’altro si riteneva utile alla comunità. Perché solo oggi la decisione di invertire la tendenza? Perché solo oggi il Comune si riveste di autorità e decide lui stesso quali sono le aree da urbanizzare e cosa va dato in cambio? Era questo il fiore all’occhiello del progetto “Punti in Comune” del nuovo Prg (ricordate?)? Non mi va di fare dell’inutile ironia. Ditemi voi cari amministratori le motivazioni profonde che hanno indotto a cambiare la linea politica sulla cementificazione. “Saranno gli stessi imprenditori”, conclude l’assessore Nardi nel suo comunicato stampa, “a chiederci di cosa hanno bisogno. Mi riferisco ad esempi alla sistemazione di una strada o piuttosto della rete di illuminazione”. Lascio a voi i commenti del caso. Per quanto mi riguarda non posso che bocciare l’idea della nuova giunta Monticelli. Non perché non mi piace. Ma perché arriva solo oggi che la torta è già bella che cotta e divorata. È stato fatto “programmare” ai proprietari terrieri o ai portatori di interessi – a loro dire – “diffusi” di tutto. Vedasi il Comparto 7 (zona Corfù), il Comparto 34 (zona Borgo Santa Maria), le nuove lottizzazioni nel Quartiere dei Fiori, la zona di Pineto centro dell’ex Ira, alcune parti di Scerne, Torre S.Rocco, Mutignano, Santa Maria a Valle. La domanda che sorge spontanea, come diceva Antonio Lubrano, è: “Ma cosa c’è rimasto da programmare a Pineto oramai cementificato un po’ ovunque?” Si vuole forse metter mano alla zona retrostante la torre di Cerrano o alla zona Quadro (l’area di costa che collega Pineto a Scerne)? Mi auguro di no. Devo poi con rammarico puntualizzare che questa giunta non ha risparmiato il cemento neanche al nostro storico parco Filiani. Degli amici mi hanno fatto notare che al parco si sta stendendo una discreta quantità di cemento per realizzare non si sa bene cosa. Non si è quindi ben capita qual è l’intenzione naturalistica di quest’amministrazione comunale per il parco. Ufficialmente nessuno aveva menzionato presenze di costruzioni in cemento nel parco. Si parlava solo di ristrutturazione arborea dell’immenso e più bel parco naturalistico insito tra Roseto e Silvi. Non ho avuto modo di verificare ancora nel dettaglio cosa sta accadendo in questa zona, ma mi impegno a dare ampia diffusione di eventuali scempi che si compiranno ai danni della parte verde di Pineto. Le ultime righe del mio intervento lo vorrei dedicare alla delocalizzazione dell’edicola sistemata sotto il municipio. L’amministrazione comunale ha autorizzato lo spostamento dell’edicola nella zona attigua a Villa Filiani. Forse non è stata proprio una scelta azzeccata decentrare il chiosco in quell’area. Non è che c’entri poi tanto quel manufatto moderno con il contesto antico della villa comunale. Va poi sottolineato che questo manufatto è di natura stabile e non mobile: perché viene impiantato in un’area pubblica? L’opposizione ha mosso le sue perplessità su quest’opera con evidente scarso successo. Evidentemente anche questa “delocalizzazione” fa parte dei nuovi accordi di programma menzionati dall’assessore Nardi. Grazie per il tempo che avete perso nel leggere queste piccole, fugaci, ma molto efficaci “bordate” e mi auguro che continuate a leggermi. Buon proseguimento.


Mauro Di Concetto

 

 

 
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