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Salute e Benessere
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A proposito di… Pelle Sensibile

Per pelle “sensibile” si intende quella cute che facilmente diventa rossa, prude o da sensazioni di bruciore. Si presenta con una superficie molto sottile, delicata ed una trama quasi compatta. Il bruciore è un sintomo molto frequente , tuttavia è spesso sottovalutato. La cute sensibile è maggiormente predisposta a reagire ai fattori esterni, ai prodotti topici e ai cosmetici. Questo tipo di pelle è molto delicata e facilmente è soggetta a desquamazione. Si può affermare che la cute sensibile è di gran lunga più reattiva rispetto alla norma. A causare i fastidi della cute sensibile “ sensitive skin” sono sia il pH che il film idrolipidico che non riescono a proteggere la pelle in maniera adeguata. Si può distinguere in tre categorie:
1) Quella del bambino che si presenta sottile e con uno strato corneo poco compatto, e un film lipidico poco sviluppato per il fatto che le ghiandole sebacee si sviluppano durante la pubertà
2) Quella degli adulti che posseggono una cute molto sottile ed irritabile
3) Quella di coloro che sono affetti da forme di dermatite atopica o da contatto.
Le cause della sensitive skin sono molteplici; una è da ricercare nella mancanza di lipidi (grassi) che si trovano nello strato corneo (zona superficiale) dell’epidermide e la rendono impermeabile, se i lipidi sono pochi la pelle è indifesa, le sostanze riescono a penetrare facilmente nella cute perché non sono sufficientemente trattenuti dallo strato corneo e questo genera una risposta infiammatoria che produce prurito, secchezza e possibile desquamazione. La cute sensibile ha bisogno di protezione e di particolari attenzioni. Il freddo, il sole, il vento il repentino cambio di temperatura possono causare irritazione. I prodotti per pelle sensibile devono garantire un’azione particolarmente delicata, il più passibile devono aumentare le difese immunitarie cutanee ed evitare l’eccessiva perdita di idratazione. La mancanza dei lipidi rende la pelle sensibile oltre che ai prodotti per uso topico qualche volta anche all’acqua. La pelle sensibile ha caratteristiche che variano da individuo ad individuo, molto spesso ad influenzare questa condizione sono fattori ambientali, lo stress e il ciclo mestruale nelle donne, durante il quale si ha un cambiamento ormonale. Per evitare i fastidi correlati a questo particolare tipo di pelle si consiglia un limitato utilizzo di sostanze che possono risultare irritanti o che possono favorire un danneggiamento della barriera cutanea. Le persone che sono soggette ad una pelle sensibile devono far uso di prodotti cosmetici poco aggressivi, che siano privi di profumazioni e che non abbiano tra i loro componenti chimici additivi e solventi. La dieta risulta di grande importanza per migliorare il fenomeno della pelle sensibile. E’ buona norma limitare l’assunzione di bevande alcoliche e caffè, mentre sarebbe opportuno inserire nella propria alimentazione cibi ricchi di vitamina C e di vitamina P, rispettivamente contenute negli agrumi, nei kiwi e nelle ciliegie e nell’uva. L’intervento del dermatologo nelle persone con pelle sensibile è limitato al consiglio di creme o prodotti cosmetici delicati, tuttavia non esistono farmaci in grado di correggere questo tipo di fenomeno cutaneo.
Dott. Luciano Leonio
Malattie della Pelle – Medicina Estetica

 

 

 

 

 

   
     
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
 

Esami di laboratorio: Marcatori tumorali

I marcatori tumorali sono sostanze prodotte da un tumore come enzimi, proteine e ormoni correlate più o meno con la crescita delle cellule tumorali oppure sono sostanze prodotte dall’organismo in risposta alla neoplasia. Da oltre cinquant’ anni i ricercatori compiono studi continui ed approfonditi per identificare le sostanze presenti nel siero che siano associabili alla presenza di un tumore. Molto si deve a Gold e Freedman che nel 1965 descrissero due marcatori tumorali l’Alfafetoproteina (AFP) e l’ Antigene Carcinoembrionario ( CEA) , questi due antigeni furono considerati per un lungo periodo gli unici antigeni tumore- specifico. Tuttavia il CEA così come altri markers tumorali possono essere presenti anche se non sussiste la presenza di un carcinoma, infatti molto spesso i marker tumorali risultano alterati nei pazienti che hanno malattie croniche benigne e durante processi infiammatori acuti, ciò è dovuto al fatto che la cellula neoplastica assomiglia molto ad una cellula normale per le sue caratteristiche biologiche. Purtroppo ancora oggi non esiste un marcatore ideale per la neoplasia. Per essere definito IDEALE un marker dovrebbe avere alcune caratteristiche come: essere precoce ( anticipare i segni clinici), essere organo e tessuto specifico, essere tumore- specifico, essere dosabile in laboratorio con metodiche non troppo complesse. A tutt’oggi i marker non hanno ancora tutte queste caratteristiche, ad esempio i marcatori come il CEA , l’AFP e la betaHCG sono presenti anche durante la vita embrionale. I marcatori che attualmente si conoscono rilevano oltre che possibili neoplasie anche processi di necrosi, infiammazioni e rigenerazione cellulare post traumatica . Purtroppo i marcatori attualmente conosciuti non permettono una diagnosi precoce, tuttavia sono importanti durante il monitoraggio di un paziente ormai libero dalla patologia. Se durante il monitoraggio viene osservato un rialzo dei valori soglia dei markers si potrebbe essere dinnanzi a una recidiva o a una metastasi. In questo caso un aumento dei valori indica purtroppo la ripresa della malattia. Il clinico in questo caso deve far ripetere almeno due o tre volte gli esami di monitoraggio per escludere un possibile errore di laboratorio. I marker che oggi si utilizzano sono numerosi ed ognuno ha più o meno una propria specificità:

Alfafetoproteina (AFP) utilizzato per i tumori del fegato ed anche in alcuni casi per evidenziare neoplasie alle ovaie e ai testicoli.

Antigene Carboidrato 15-3 ( CA15-3): marcatore dei tumori della mammella

CA 19-9 : marcatore del tumore del pancreas e del colon, se associato a valori alti di CEA : marcatore del tumore al colon-retto

PSA ( antigene prostatico) : marcatore per carcinoma della prostata

CT: marcatore per tumori alla midollare della tiroide

TG ( tireoglobulina) : marker specifico per le metastasi in pazienti con regresso carcinoma tiroideo.

In generale i biomarcatori non sono di aiuto per la diagnosi precoce della malattia, ciò è dovuto alla loro bassa specificità,ma risultano di grande utilità nel monitoraggio a lungo termine ( follow-up)dopo l’eventuale chemioterapia. La speranza per il futuro è quella di riuscire a scoprire un biomarcatori che siano altamente specifici e che possano essere utilizzati nelle diagnosi precoci.


Dott.ssa Enrica Colagrande

Biologa spec.nda Patologia Clinica

 

 

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