![]() |
|
|---|
| HOME | ZONA FRANCA | REDAZIONE | INVIA ARTICOLI | LINKS UTILI | ARCHIVIO | GALLERY |
|---|
Salute e Benessere |
Articoli del Mese |
A proposito di… Pelle Sensibile
|
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
Esami di laboratorio: Marcatori tumoraliI marcatori tumorali sono sostanze prodotte da un tumore come enzimi, proteine e ormoni correlate più o meno con la crescita delle cellule tumorali oppure sono sostanze prodotte dall’organismo in risposta alla neoplasia. Da oltre cinquant’ anni i ricercatori compiono studi continui ed approfonditi per identificare le sostanze presenti nel siero che siano associabili alla presenza di un tumore. Molto si deve a Gold e Freedman che nel 1965 descrissero due marcatori tumorali l’Alfafetoproteina (AFP) e l’ Antigene Carcinoembrionario ( CEA) , questi due antigeni furono considerati per un lungo periodo gli unici antigeni tumore- specifico. Tuttavia il CEA così come altri markers tumorali possono essere presenti anche se non sussiste la presenza di un carcinoma, infatti molto spesso i marker tumorali risultano alterati nei pazienti che hanno malattie croniche benigne e durante processi infiammatori acuti, ciò è dovuto al fatto che la cellula neoplastica assomiglia molto ad una cellula normale per le sue caratteristiche biologiche. Purtroppo ancora oggi non esiste un marcatore ideale per la neoplasia. Per essere definito IDEALE un marker dovrebbe avere alcune caratteristiche come: essere precoce ( anticipare i segni clinici), essere organo e tessuto specifico, essere tumore- specifico, essere dosabile in laboratorio con metodiche non troppo complesse. A tutt’oggi i marker non hanno ancora tutte queste caratteristiche, ad esempio i marcatori come il CEA , l’AFP e la betaHCG sono presenti anche durante la vita embrionale. I marcatori che attualmente si conoscono rilevano oltre che possibili neoplasie anche processi di necrosi, infiammazioni e rigenerazione cellulare post traumatica . Purtroppo i marcatori attualmente conosciuti non permettono una diagnosi precoce, tuttavia sono importanti durante il monitoraggio di un paziente ormai libero dalla patologia. Se durante il monitoraggio viene osservato un rialzo dei valori soglia dei markers si potrebbe essere dinnanzi a una recidiva o a una metastasi. In questo caso un aumento dei valori indica purtroppo la ripresa della malattia. Il clinico in questo caso deve far ripetere almeno due o tre volte gli esami di monitoraggio per escludere un possibile errore di laboratorio. I marker che oggi si utilizzano sono numerosi ed ognuno ha più o meno una propria specificità: Alfafetoproteina (AFP) utilizzato per i tumori del fegato ed anche in alcuni casi per evidenziare neoplasie alle ovaie e ai testicoli. Antigene Carboidrato 15-3 ( CA15-3): marcatore dei tumori della mammella CA 19-9 : marcatore del tumore del pancreas e del colon, se associato a valori alti di CEA : marcatore del tumore al colon-retto PSA ( antigene prostatico) : marcatore per carcinoma della prostata CT: marcatore per tumori alla midollare della tiroide TG ( tireoglobulina) : marker specifico per le metastasi in pazienti con regresso carcinoma tiroideo. In generale i biomarcatori non sono di aiuto per la diagnosi precoce della malattia, ciò è dovuto alla loro bassa specificità,ma risultano di grande utilità nel monitoraggio a lungo termine ( follow-up)dopo l’eventuale chemioterapia. La speranza per il futuro è quella di riuscire a scoprire un biomarcatori che siano altamente specifici e che possano essere utilizzati nelle diagnosi precoci. Dott.ssa Enrica Colagrande Biologa spec.nda Patologia Clinica
|
|
|---|
| Design by Meglab.biz |